15 Commenti
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Avatar di Maria mostro mangia inchiostro

Io mi sono commossa dopo aver letto queste parole. Bisogna sempre ripeterlo....ho fallito non "sono un fallimento"....grazie ♡♡♡♡

Avatar di Susanna Albertini

Grazie Stefania!

Pensa che uno dei personaggi del mio romanzo è un conte scontato che insegna la nobile arte della ‘Perdenza’.

«Il fallimento è l’unica azione umana veramente democratica: prima o poi tocca a tutti. Per questo i miei corsi sono piuttosto popolari, specie tra i politici. La Perdenza è l’arte di usare gli insuccessi come una scaletta per guardare oltre.»

Avatar di Gianluca

"Sai Robert, una volta ti misi qui nel palmo della mano. Ti tirai su e poi dissi a tua madre: -Questo è il più bel bambino del mondo. Guarda Adriana, questo bambino diventerà certamente qualcuno.- E tu crescevi bello, sano, forte. Vederti crescere ogni giorno era una cosa meravigliosa. E quando è arrivato il momento per te di diventare un uomo, di affrontare il mondo, l'hai fatto. Ma qualcosa lungo il tragitto ti ha fatto cambiare. Non sei esistito più. Hai permesso al primo che arrivava, di farti dire che non eri bravo. Sono cresciute le difficoltà, ti sei messo alla ricerca del colpevole e l'hai trovato in un'ombra. Ora ti dirò una cosa scontata. Guarda che il mondo non è tutto rose e fiori, è davvero un postaccio misero e sporco e per quanto forte tu possa essere, se glielo permetti, ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente, per sempre. Né io, né tu, nessuno, può colpire duro come fa la vita. Perciò andando avanti, non è importante come colpisci, l'importante è come sai resistere ai colpi, come incassi. E se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente. E se credi di essere forte, lo devi dimostrare che sei forte, perché un uomo vince solo se sa resistere, non se ne va in giro a puntare il dito contro chi non c'entra, accusando prima questo o poi quell'altro di quanto sbaglia. I vigliacchi fanno così e tu non lo sei. Non lo stai affatto. Comunque io ti vorrò sempre bene Robert. Non può essere altrimenti. Tu sei mio figlio, sei il mio sangue. Sei la cosa migliore che ho al mondo. Ma finché non avrai fiducia in te stesso, la tua non sarà vita. E passa a salutare tua madre." tratto dal film Rocky Balboa 2006

Avatar di Roberta T. 83

Riflessioni molto interessanti, che di certo mi torneranno utili. Grazie! :)

Avatar di Mercurio

Si c’è molta verità in quello che scrivi … io credo però che a volte conti molto il momento giusto . Hai giustamente citato Harry Potter. Insistendo l’autrice ce l’ha fatta . Spesso é questione di momenti , di tenacità di fortuna .

Avatar di TitaniaWriter

Molte cose che hai detto sono giustissime, ma del resto, questo è il tuo pane quotidiano, quindi sai perfettamente di cosa stai parlando. E' giusto anche distinguere tra il fallimento e l'essere un fallimento. Io non faccio fatica ad ammettere anche a voce alta che ho un ego molto fragile, quindi per me i "no" spesso sono difficili da mandare giù, non sempre però. Qualche volta mi hanno aiutata a vedere i miei scritti da un altro punto di vista. C'è però qualcosa, nella prima parte del tuo post, che mi fa riflettere in maniera diversa: quei "no" che tu elenchi dando "voce" all'ipotetica casa editrice "grande", mentre li leggevo mi apparivano sempre più come avvolti nell'ipocrisia che permea la realtà italiana dell'editoria. Tutti quei "no" che vincolano il romanzo di un autore sconosciuto, ma che per un altrettanto autore, magari semisconosciuto, che però viene dal mercato estero, e a cui quegli stessi "no" dovrebbero essere vincoli, sono invece strade spianate solo perché quel titolo viene dall'estero, perché le case editrici hanno investito e quindi vogliono un ritorno. Quando invece potrebbero investire in autori italiani e non lo fanno. Ecco, quei "no" che hai elencato, che per carità, sono giustissimi, al tempo stesso sono il muro di gomma nel quale gli esordienti, o i nomi poco conosciuti, sbattono la testa e rimbalzano all'indietro, magari perdendo un pezzetto di fiducia ogni volta. Spesso e volentieri, quando si parla dei rifiuti delle case editrici, si usa l'esempio di Harry Potter e della sfilza di rifiuti che la Rowling ha ricevuto prima di incappare in qualcuno che le ha dato fiducia. Beh, se da un lato potrebbe essere un ottimo esempio di perseveranza, dall'altro è anche la dimostrazione della diversa mentalità editoriale, del tempismo azzeccato, della grande capacità di vendersi e (ma questo è un parere del tutto personale) del fatto che le banalità vendono sempre, in qualunque tempo. Perché a conti fatti Harry Potter non ha nulla di originale, soprattutto se si guarda al mondo degli anime giapponesi che (da più di quarantanni) pullula di storie con personaggi uguali al piccolo sfortunato e predestinato Harry, non necessariamente ambientate nel mondo della magia. Un personaggio che, man mano che leggevo i libri della serie, ha avuto una crescita davvero minima, rispetto ai comprimari. Ma ora sto divagando..

Avatar di Giorgia Rinaldi

Conserverò questo articolo per tutti i momenti in cui mi sentirò vuota e insoddisfatta.

Avatar di Cecilia - Carovana Letteraria

"che quel testo non è il libro con cui entrerai nel mercato, non perché sia inutile, ma perché forse era il libro che dovevi scrivere per arrivare al successivo."

Questa frase mi ha colpita particolarmente, perché per me è stata una lezione durissima. Il romanzo in cui avevo riposto tutte le mie speranze, a cui avevo lavorato per anni, è stato rifiutato da tutti.

E alla fine ho dovuto guardare in faccia la realtà: la struttura non reggeva. L'idea era forte, la voce c'era, ma la struttura non funzionava.

In quel momento avevo davanti tre strade: rilavorarci completamente, trasformandolo in qualcosa di diverso; mollare; iniziare un romanzo nuovo, forte di tutte le lezioni imparate a batoste. Ho scelto la terza, e sta andando bene. Incrocio le dita, persevero, e vediamo dove mi porterà.

Avatar di Eleonora

Queste parole sono delle coccole. Più che dire "Ho fallito", che potrebbe essere comunque avvilente, ci si deve chiedere "Cos'è che non convince? Cosa sbaglio?" E qui bisogna essere umili ed affidarsi a degli esperti che possono essere la tua guida...

Avatar di Maurizio Rovini

Credo che guardare la realtà sia lo sport meno competitivo che esista. Ci vuole coraggio, ci vuole tenacia, sangue freddo, ma di fronte alla realtà siamo tutti uguali. Un poco come davanti alla morte. Quando partecipiamo ad un concorso letterario, teniamo in braccio l' opera come un figlio. È parte di noi, ma non è noi completamente. Quando lo affidiamo al giudizio degli altri pensiamo " perché non lo apprezzano, perché non gli vogliono bene come gliene voglio io, che ho dormito con lui, che mi sono svegliato con lui, che l' ho nutrito, gli ho messo i fiocchini sulle ciocche, perché non lo vogliono?, Ve lo cedo volentieri, è mio figlio adesso è vostro". E la giuria ci guarda dall' alto in basso: che madre snaturata, pensano, da' suo figlio in pasto a noi, i divoratori di parole, non sappiamo che farcene di questa ennesima prova che la realtà è una sofferenza indicibile, che lo strazio di una storia terribile è ciò che vediamo ogni giorno nelle strade, che nascosti nei meandri della mente c'è l' orrore o l' amore, la gioia, il pianto.

Cosa colpisce di più in una giuria? Non la realtà, non l' autenticità, ma saper raccontare le emozioni.

Avatar di Martin Schmurr

Anch'io non ci sono fra i 400 scelti. Era da aspettarsi, perché 1) sono tedesco e non avevo trovato nessuno da correggere il mio testo. Però vivo qui da più di vent'anni, ho letto tanti romanzi in italiano...e le imperfezioni renderebbero il mio testo autentico, un concetto importante (il “trucco di Malco”), un po' come in “Fiori per Algernon” i testi diventano sempre più difettosi.

2) ...perché scrivo su tante cose strane, anche persone strane e animali strani, mentre i lettori vogliono cose che riconoscono, magari una strana, ma non più.

Volevo pubblicare questo su ultimapagina ma quel sito sembra morto.

Avatar di AntoS

Grazie per le tue parole. Sicuramente sono riflessioni giuste anche se non sempre tenerle presente e soprattutto metterle a frutto è un percorso agevole. Io sono curiosa di ricevere i giudizi sul mio scritto perché comunque ho preso questo concorso oltre che come una occasione, sarei ipocrisia a dire il contrario, anche come un modo per confrontarmi con potenziali lettori, una palestra, uno specchio che non sia fatto solo da amici che normalmente ti elogiano a prescindere. O che comunque, non essendo lettori forti, hanno sicuramente aspettative meno elevate. Spero di riuscire a tenere conto delle tue parole e farne tesoro. Grazie

Avatar di James Fonda

Ciao Stefania, i rifiuti fanno sempre male.

Io personalmente non sono neanche arrivato vicino ad una delle situazioni tipo che hai citato.

Spero di riuscirci in futuro. E spero, qualora dovessi ricevere ben piu di un rifiuto, di avere la forza di ricordare che solo chi non fa non sbaglia mai.

Complimenti per il tuo lavoro.

Avatar di Valeria P

Io sono d'accordo con quello che hai detto, penso che un insuccesso sia un "indicazione", un' "informazione preziosa" di cui fare tesoro. Ci dice se stiamo guardando e operando nella giusta direzione, se c'è da migliorare, correggere, sistemare il tiro; e a volte ci dice anche che... forse dobbiamo guardare oltre. Ma in ogni caso rimane un indicatore costruttivo, e mai distruttivo. Grazie! 💗